Fabio Pellizzari mi intervista "Un mondo tutto social" – prima parte


TRINO - «Sono certo che tra una relazione dal vivo e una sui social network le differenze siano moltissime». 
Lo afferma Marco Moret, appassionato del settore, laureato in scienze dell’informazione (informatica) con 110 e lode, nato il 26 marzo 1972, lavora nel settore informatico da sempre. 
Con lui abbiamo fatto una lunga chiacchierata, in due puntate, sul mondo dei social network.

Innanzitutto Marco, quanto è cambiato il modo di relazionarsi con l’avvento dei social?

Oggi ci pare normale aprire un pc o un cellulare e andare a leggere cosa pensano e scrivono le persone che conosciamo. 
Solo otto anni fa nulla di tutto ciò esisteva su così larga scala.
Faccio un esempio: pensate ai Mondiali di calcio vinti nel 2006. Non abbiamo foto o video condivisi, non abbiamo commenti o frasi memorabili su ogni nostra bacheca, abbiamo vissuto tutti un grande evento sportivo senza scrivere nulla su Facebook. Non vi par strano? 
È proprio questa sensazione di "strano" che ci fa capire quanto sia cambiato in così pochi anni il modo di condividere le emozioni.

Quali cambiamenti hai notato nel modo di relazionarsi tra prima e dopo l’arrivo di Facebook?

Questo social mette in contatto il mondo intero ma, in fondo, quasi tutte le nostre relazioni su Facebook avvengono con persone che incontriamo anche nella vita reale. 
Prima era necessario un posto fisso per ritrovarsi, un luogo certo in cui incontrare gli amici. 
La necessità di vivere il sociale di ognuno di noi non è cambiata, si è solo spostato il luogo "certo". Ieri ero sicuro di trovare i miei amici al bar alle 20,30, oggi so di trovarli su Facebook. E questo avviene in ogni posto del mondo in cui internet si è diffusa, anche in piccole città come Trino.

Spesso si dice che i social hanno dato voce anche a chi non sa fare un ragionamento senza fare polemica o mettere zizzania: condividi?
Tra una relazione dal vivo e una sui social le differenze sono moltissime. Nascondersi dietro aduna tastiera fa sentire molte persone più libere da timidezze, timori e, diciamolo, da regole sociali non scritte come educazione e buonsenso. 
Questo sentirsi pro tetti da un canale come internet fa sì che molti sfoghino i loro pensieri al mondo senza filtrarli, come invece farebbero in una discussione faccia a faccia. I lati negativi ci sono eccome: a volte ci si imbruttisce sempre più in discussioni social che scadono nella pura cattiveria. Però, secondo me, esistono anche i lati positivi: libere dalle barriere le persone diventano quello che sono davvero. Facebook ci ha permesso di conoscere meglio quelli con cui condividiamo grandi o piccoli momenti della nostra vita. 
A volte si scoprono mostri inimmaginabili, altre volte si scoprono persone piene di sentimenti ed emozioni che mai avremmo saputo comprendere fuori da Facebook. È ovvio che Facebook è solo un potente mezzo per socializzare, non è il mondo vero, quello continuiamo a trovarlo solo se usciamo di casa e incontriamo le persone.


Fabio Pellizzari - La Sesia 21/01/2017

www.marcomoret.it

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